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Campo estivo sulla decrescita

Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Campo sulla Decrescita
Seminari, lavori di grupo, escursioni, laboratori pratici, convivialità.
A Orvinio, nel cuore del Parco dei Monti Lucretili, si è svolto dal 25 al 31 agosto, presso i Soggiorni S. Michele, il Campo Estivo sulla Decrescita, organizzato dal Laboratorio Itinerante della Decrescita di Roma, dall'Associazione per la Decrescita, dal Consorzio Città dell'Altra Economia e dalla Bottega artistica di Orvinio "Tocco delle mani".
L'Ente Parco dei Monti Lucretili ha contribuito ad organizzare il campo tramite il personale del Servizio Educazione Ambientale che ha animato le giornate con laboratori pratici, escursioni, musica, eccetera e anche predisponendo l'attività di cucina a base di prodotti locali e di ottimi piatti tipici come i famosi maccaruni...

Questo è il mio resoconto di una bella e interessante esperienza che ha visto circa quaranta donne e uomini, provenienti da tutta Italia, riunirsi a Orvinio per vivere insieme, almeno una settimana, all'insegna della ricerca comune di un nuovo stile di vita, localistico e conviviale, in armonia con il pianeta e i suoi cicli ecologici, anche un omaggio al grande filosofo Ivan Ilich e alle sue idee di convivialità ed equità sociale.
Io ho partecipato con entusiasmo insieme a Roberto e Giuseppina (miei colleghi del Parco) adoperandomi con loro per la buona riuscita del campo e ora ho deciso di fare questo resoconto molto fotografico per raccontare e condividere con tutti queste giornate di convivialità ecologista passate nel Parco dei Monti Lucretili dove noi abbiamo la fortuna di vivere e lavorare.

Ecco di seguito le premesse "ufficiali" del campo:
“L'insostenibilità dell'economia basata sulla crescita mostra sempre più i propri limiti: un altro paradigma e immaginario sono necessari! Un cambiamento nonviolento che sia, anche e soprattutto, un piacere.
Ci proponiamo di elaborare nuove vie, creative, locali e a misura di uomo, di donna e di bambino/a, ripartendo dalle relazioni.
Esponenti del mondo della decrescita e della nonviolenza saranno con noi per riflettere e giocare attraverso lavori di gruppo, escursioni guidate e piccoli laboratori pratici nel piacevole contesto naturalistico dei Monti Lucretili. Un campo per scambiare esperienze di resistenza e buone pratiche, e per costruire nuove vie tra politica, azione, e relazioni personali."

Il Campo è stato animato da Enrico Euli, Mauro Bonaiuti, Paolo Cacciari, Federica Battellini, Marco De Riu, Raffaele K. Salinari, Daniela Degan, Alberto Castagnola, da noi operatori del Parco dei Monti Lucretili e, ovviamente, da tutti i partecipanti insieme a due signore e al presidente della Pro loco di Poggio Moiano che hanno preparato per tutti, con grande maestria, i migliori piatti della cucina tradizionale locale come i "maccaruni", pasta all'uovo fatta a mano (nella foto).

Mi scuso con alcuni tra i relatori e i partecipanti al campo se non riporterò le loro riflessioni o non compariranno nelle foto ma lo spazio del blog è limitato e già io lo utilizzo al massimo, spero comunque che questo resoconto renda comunque omaggio a tutti e alla bella esperienza vissuta...
Cominciamo la storia dall'inizio...
Decrescita significa una vita sobria, semplice, piacevole, non violenta, in armonia con la natura e il luogo dove si vive (bioregionalismo), non a caso Maurizio Pallante parla di "decrescita felice" tramite una serie di pratiche quotidiane ecologiste che possono dare un senso alla nostra vita, un nuovo rapporto con il Pianeta, di cura e interrelazione e non di dominio, e infine un accrescimento del proprio sé ecologico (proprio il contrario del concetto di sviluppo basato sul profitto). In definitiva sono questi i semplici principi basilari dell'ecologia profonda...

Il Parco dei Monti Lucretili, loc. Pratarelle, dove si è svolto il campo.

"A che gioco giochiamo?" Guidati da Enrico Euli, facilitatore (alle prese con un lavoro affascinante quanto complicato) abbiamo "giocato" alla decrescita e capito molte cose con impegno e divertimento.

La serata con l'amico-Presidente del Parco, Paolo Piacentini che ha raccontato tutto quello che l'Ente sta facendo per proteggere la natura e poi ha offerto ai campisti una cena a base di prodotti locali. 

Giuseppina e Roberto offrono formaggio, miele, pasta di olive, ricotta, dolci, tutto "condito" dall'olio biologico extravergine di oliva di Poggio Moiano, uno dei paesi del Parco (ma in tanti altri si produce un buon olio, il prodotto più caratteristico del territorio...).

E poi per tutti una buonissima pasta e fagioli...
Dopo cena con Giuseppina e Roberto abbiamo cantato le nostre canzoni eco-pacifiste dedicate a Gianni Rodari.

Buon appetito!

In questa settimana quasi tutto ciò che è stato consumato, verdura, frutta, olio, vino, farina, uova, formaggio, carni e dolci è stato acquistato dai produttori del Parco (pasti quasi a km 0...). Giuseppina ha letteralmente creato dal nulla questa rete di contatti e ora siamo pronti per fornire tutte le indicazioni per eventuali gruppi di acquisto...

Un bell'esempio di convivialità, darsi il cambio nelle faccende domestiche e lavare i piatti per 40 persone...

Paolo Cacciari ha parlato degi aspetti socio-politici della decrescita, di economia della felicità, di decolonizzare l'immaginario (dalla pubblicità consumistica), di un cambiamento di civiltà (citando il pensiero di Serge Latouche), e anche di nuovo umanesimo e di dimensione cosmica e spirituale recuperando il nostro essere parte dell'universo e non più separati.
Bisogna recuperare il senso del sacro e reintrodurre una nuova etica che permetta l'avvio di un cambiamento, un nuovo paradigma...

L'intervento di Cacciari che come gli altri relatori ha previsto interessanti lavori di gruppo, mi ha permesso di intervenire per parlare delle nostre radici europee neolitiche, la Civiltà dell'Antica Europa pacifica, solidale ed ecologicamente consapevole (7000-3500 a.C) e di Marija Gimbutas, mitoarcheologa lituana, grazie alla quale e alle cui scoperte il mondo occidentale ha dovuto riscrivere interamente la sua storia, prima matriarcale e purtroppo attualmente patriarcale, dall'unione e amore per la natura e tutti i viventi, alla sopraffazione e dominio di pochi...
E anche della Teoria del Caos applicata ai sistemi sociali (Riane Eisler, amica della Gimbutas), dove piccole ma insignificanti azioni, come il battito d'ala di una farfalla, e inizialmente poche persone, possono generare cambiamenti radicali in un sistema complesso in crisi. Sono queste le nostre pratiche ecologiche quotidiane... Non si pensi però che siamo troppo pochi, Jung insegna, con il principio di sincronicità, che non si è mai pochi e poi se uno fa la cosa giusta...
In tutto questo vedo fondamentalmente tanta speranza...

L'escursione verso Cima Coppi, una delle montagne del Parco.
Mentre camminavo ripensavo all'intervento di Cacciari... "Reintrodurre un'etica che definisca cos'è il bene e il male...". E con il profitto come la mettiamo? Esiste un profitto buono? Per il Premio Nobel per la Pace M. Yunus si dovrebbero creare società non ispirate dal profitto. E poi i buddisti dicono che se uno sa cos'è la cosa giusta, la deve fare e non fare quella sbagliata, ma come decidere? Magari in base all'Etica della Terra di Aldo Leopold: "Ciò che è a favore della Terra è giusto, ciò che è contro la Terra è sbagliato". Da pensarci bene su...

Dopo aver camminato, c'è anche il momento del riposo...
E intanto in cucina il Presidente della Proloco di Poggio Moiano, insieme a Giuseppina, prepara le famose e gustose Pizze fritte. Diciamo, dalla teoria alla pratica... Beati loro che le sanno fare...

Rimaniamo ancora sulla pratica. Una lezione particolare, come fare i famosi Maccaruni... E' veramente importante, e proprio nello spirito della decrescita in chiave ecologista, sapersi fare le cose da soli, a casa e con i prodotti del luogo dove si vive e ancora di più saper controllare quello che si mangia senza affidarsi a multinazionali alimentari, ipermercati...

Roberto e il Laboratorio di assaggio dell'olio extravergine di oliva, ovvero come diventare degustatori e saper riconoscere un olio buono (come quello del nostro Parco, magari anche biologico) da uno scadente (di supermercato) o addirittura rancido...
Questi laboratori li facciamo anche nelle scuole elementari e medie del Parco e i bambini e le bambine diventano piccoli degustatori d'olio...

Una sera abbiamo invitato i partecipanti al Campo ad andare ad una  festa a Poggio Moiano, la manifestazione "Da piazzetta a piazzetta", con tutto il bel centro storico del paese pieno di spazi allestiti per la degustazione di piatti tipici, artigianato e musica. Proprio una bella serata...

"Cosa posso fare io? - Una proposta". Alberto Castagnola ha parlato della crisi del pianeta e delle possibili soluzioni pratiche a livello globale ma anche molto semplici e quotidiane, cioè che ciascuno di noi può realizzare nello spirito della decrescita e con grande soddisfazione nel fare la cosa giusta. Eccone alcuni: stendere i panni al sole per asciugarli (è gratis e non consuma energia), bere acqua del rubinetto (è minerale come quella che vendono le multinazionali), prima di gettare un oggetto vedere se è possibile ripararlo, mangiare meno carne e più vegetali (meglio se biologici), avere orti anche sui terrazzi di casa...

Ecco una vera visione del futuro, i campi da calcio utilizzati solo per riunioni conviviali, raccolta di erbe selvatiche e concerti e non più teatro di assurde violenze e spreco di immense quantità di denaro... "Le persone perbene rinuncino al calcio", bella lettera recentemente apparsa su "Repubblica" il 7 settembre 2008.

Un incontro particolare... Giuseppina, che si è presa cura dei campisti tutti i giorni con tante attività pratiche (qui sta accendendo il fuoco per la festa finale di sabato), insieme a Raffaele K. Salinari, persona veramente speciale che ha affascinato tutti col suo intervento sul prendersi cura del mondo, saper immaginare il futuro, ritrovare l'esperienza del sacro e la potenza dei miti e dei simboli (contro le immagini della pubblicità), insomma nel campo si sono incontrati (e non capita spesso) la teoria e la pratica di vita ecologista...

Un singolare episodio di sincronicità. Mentre Salinari faceva il suo bell'intervento sul senso del sacro, io ero a casa a Moricone e dopo essermi alzato all'alba ho fatto il pane per tutti (la mia attività rituale e sacra del sabato). Il più grande (nella foto) pesava più dicirca 5 kg e era largo oltre 40 cm! Altri due più piccoli erano, uno per Giuseppina (baratto con il suo olio biologico) e uno come dono alla donna più anziana del gruppo.

Prendersi cura...

Una bella cena con buon vino di Palombara Sabina, bruschette, patate alla brace (ottime) e carne che volutamente non riporto nelle foto perché non la mangio...

A sovraintendere al fuoco anche la Dea Uccello neolitica, simbolo sacro femminile dei nostri antenati. Ricorda Vandana Shiva, famosa attivista indiana, fisica ed economista: "la necessità di un riequilibrio fra il Principio Maschile e quello Femminile per una civiltà della cura". Saranno le ecofemministe a salvare il pianeta?

Intorno al fuoco...

In omaggio ai nativi europei avremmo dovuto ballare le loro danze in cerchio, ma ci siamo accontentati di scatenarci con tarantelle e saltarelli fino a tarda notte e poi esausti di rimanere in silenzio a lungo intorno al fuoco a guardare le stelle...
In una vita ecologista, ispirata dalla decrescita, ci sarebbero tante cose di cui dovremmo riappropiarci come il giusto rapporto, oltre che con la terra, anche con il cielo, l'astrologia insegna...

Domenica alla fine del Campo, tutti possono dire la loro, con il gioco e in modo gioioso. Ci sono anche critiche, chi è soddisfatto e chi no, tutti hanno un po' ragione, alcuni hanno fatto notare che c'erano troppi interventi parlati e che grazie a noi del parco l'animazione era stata proprio quella che uno si aspettava da un campo della decrescita ma comunque l'atmosfera è distesa, pacifica, diciamo, quella giusta... 

Chi vuole parlare deve avere in mano un oggetto sacro (il mio pane e ne sono felice...). Una curiosità per i lettori, il gioco del giudizio: la distanza delle persone dalla sedia sta a significare la loro più o meno soddisfazione riguardo all'esperienza vissuta durante la settimana.

Ancora uno dei piatti della settimana in ricordo del bel pranzo finale (dove in realtà abbiamo festeggiato con i famosi Maccaruni e una bella torta): zuppa di farro con verdure di stagione (in omaggio ai vegetariani...)

Un saluto a tutte e tutti dai decrescenti!
Speriamo il prossimo anno di riuscire ad organizzare un nuovo campo e che sia sempre più orientato sulla pratica di vita ecologista...

Nota: questo post del mio blog è stato il più faticoso mai realizzato,  circa 10 ore di lavoro per selezionare le foto da almeno 300 scatti, inserirle, scrivere i testi, fare tardi la sera o alzarmi all'alba per diversi giorni, ma anche la soddisfazione di aver provato a raccontare una bella storia...
Grazie a chi mi avrà visitato.
Stefano Panzarasa








Pubblicato il 7/9/2008 alle 8.11 nella rubrica La pratica bioregionale e la decrescita.

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