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Al mare con pensieri ecopacifisti

Dall'alba al tramonto...
Alcuni giorni fa sono stato ad un bel seminario organizzato dai colleghi e colleghe dell'Agenzia Regionale per i Parchi del Lazio che si è tenuto al Parco Nazionale del Circeo. Eravamo tutti alloggiati in un hotel vicino al mare e la mattina, la sera e durante le pause si poteva andare a passaggiare sulla spiaggia.
Alba, vento, pioggia, sole, onde, tramonti, disegni sulla sabbia, sogni e tanta bella gente...
Stefano Panzarasa

Ora una novità, La Canzone dell'Orecchio Verde in mp3 (a sinistra nella pagina fissa del blog), vediamo se sono riuscito a inserirla, buon ascolto...)


Partendo alle 5 da Moricone, dopo un un bel viaggio nella notte, sono arrivato finalmente all'alba  al mare.

Il sole se ne è andato via quasi subito, piove un pò ma non fa freddo e mi sento bene mentre guardo le onde e respiro l'aria marina... Davanti a me un disegno sulla sabbia che ho appena terminato, la famosa linea tripla, simbolo sacro dei nativi europei (vita, morte, rinascita).

Ed ecco una spirale, simbolo di energia e rinnovamento...

Sullo sfondo il Monte Circeo verso cui vado a fare una bella passeggiata sulla spiaggia. Quando ci vivevano i nostri antenati paleolitici in tutto il territorio laziale c'erano un paio di bande di cacciatori-raccoglitori, all'incirca 150 persone!

Il giorno dopo è tutto cambiato, niente più vento, nuvole e pioggia ma sole e una bella luce di nuovo all'alba.
Il monte però è sempre lì, dal Paleolitico sono cambiate molte cose. il territorio e la montagna sono stati devastati, le famose paludi pontine prosciugate, lì vicino è sorta persino una centrale nucleare (Borgo Sabotino), vent'anni fa lessi un bel libro di un'amica, Melania Cavelli, "Il veleno nella coda" che ne denunciava i danni ambientali per rilascio di radioattività ancora a molti anni dalla chiusura, ora non se ne sente più parlare, che sarà successo?

Passo molto tempo a guardare le onde, io normalmente sono molto agitato ma posso anche trovare la calma, comunque guardare il movimento del mare mi rilassa tanto. Le onde che si infrangono mi fanno pensare al respiro del pianeta...

In questo disegno c'è tutto il pensiero ecologista, una goccia d'acqua che da la vita, un calice, simbolo del dono e del matriarcato (al contrario della spada che il simbolo del patriarcato), una spirale e un zig-zag (persino le donne e gli uomini neanderthaliani incidevano sulle rocce questo segno per indicare l'acqua), tre onde (siamo al mare...) che si rifanno alla linea tripla neolitica e infine delle linee semiparallele come a formare un bacino fluviale...

Ed eccoci al seminario seduti in cerchio secondo la migliore tradizione tribale (così tutti sono sullo stesso piano e si vedono bene); lavoriamo tutti in ambito ecologico nei parchi e nelle riserve naturali del Lazio, quindi è un pò un omaggio ai cicli della natura... Dovevamo essere in aula ma l'abbiamo abbandonata perché fuori c'era il sole e poi io volevo vedere il tramonto...

Alla fine arriva il momento più atteso della giornata...

Pubblicato il 3/2/2008 alle 18.6 nella rubrica Diario.

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